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Nerva
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mwcwNerva Cesare Augusto (in latino Nerva Caesar Augustus; nelle epigrafi: IMP·NERVA·CAES·AVG·PONT·MAX·TR·POTcite-ref-2[2]; Narni, 8 novembre 30Roma, 27 gennaio 98), nato Marco Cocceio Nervacite-ref-3[3] e meglio noto solo come Nerva, è stato un imperatore romano. Primo degli adottivi, regnò dal 18 settembre 96 fino alla sua morte.

Contents

Statue
Note

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Biografia

Origini familiari

Nerva nacque presso l'antica mwhgcolonia romana di mwhwNarnia (l'odierna mwiaNarni), nella mwiqmwigRegio VI Umbria, figlio di Cocceio Nerva, famoso mwiwgiureconsulto, e di Sergia Plautilla, figlia a sua volta del mwjaconsole Popilio Lena. Aveva una sorella, Cocceia.

Molto amico di mwjgVespasiano, ne fu nominato generale e governatore della mwjwprovincia Mauretania.

Nerva non aveva seguito l'usuale carriera amministrativa (il mwkqmwkgcursus honorum), anche se era stato console durante l'impero di Vespasiano nel mwkw71cite-ref-cil10-4734-1-1[1] e con mwmaDomiziano nel mwmq90.

Ascesa al potere

Quando fu organizzata la congiura contro Domiziano, Nerva acconsentì a divenirne il successore. Egli era molto stimato come anziano mwogsenatore ed era noto come persona mite e accorta. Alla morte di Domiziano, Nerva fu acclamato imperatore in Senato da tutte le classi, concordi sul suo nome.

Durante il suo regno, breve ma significativo, apportò un grande cambiamento: il "principato adottivo". Questa riforma prevedeva che l'imperatore in carica dovesse decidere, prima della sua morte, il suo successore all'interno del Senato; questo faceva sì che i senatori venissero responsabilizzati. Inoltre, dall'mwqaanno dei quattro imperatori il Senato aveva subito un cambiamento epocale: i senatori cominciavano a provenire anche dalle province, rinnovando così l'antico e oligarchico senato romano. Nerva e mwqqTraiano, inoltre, furono abili nei confronti delle altre classi, annunciando che il successore poteva essere scelto anche tra la plebe.

Le loro speranze non andarono deluse: Nerva, infatti, secondo mwqwTacito, nel suo breve regno fuse le idee di mwralibertà, dando inizio a un secolo poi considerato d'oro.

Appena eletto, fece cessare le persecuzioni contro i mwrgcristiani, consentì agli esiliati di rientrare a Roma, abolì i processi di lesa maestà, reintegrò il Senato nelle sue prerogative, prodigò le sue terre e i denari per soccorrere i poveri; inoltre abolì il mwrwfiscus iudaicus (che gravava sugli mwsaebrei dell'Impero) e la vicesima hereditatum. Nonostante ciò, fu molto duro contro i suoi delatori.

Fu addirittura giudicato troppo mite dal Senato e subì una congiura che venne sventata, esiliando a mwsgTaranto colui che ne era a capo, il senatore Calpurnio Crasso; "Il console Frontone, secondo quanto si dice, dichiarò che era un male avere un imperatore sotto il quale nessuno poteva agire in alcun modo (Domiziano), ma era ancora peggio averne uno sotto il quale a tutti era lecito tutto".cite-ref-4[4] Nel mwtw97 fu nominato console per la terza volta e gli fu collega mwuaLucio Verginio Rufo.

Riforme economiche

In campo economico, Nerva attuò una politica di sgravi fiscali e di incentivi che doveva favorire le comunità italiche. Gli ebrei furono esentati dal tributo che era stato loro imposto sotto i mwuwFlavi.

Una legge agraria assegnò appezzamenti di terreno a cittadini nullatenenti. Le spese che le città dovevano sostenere per il mantenimento del mwvqcursus publicus, cioè del servizio postale, furono addossate alle casse imperiali. A Roma fu riorganizzato il sistema dell'approvvigionamento idrico; ci resta di quegli anni l'opera fondamentale scritta dal curatore delle acque, mwvgSesto Giulio Frontino, sulla progettazione e la manutenzione degli acquedotti. Un altro grande provvedimento fu la mwvw"politica degli alimenta", che consisteva nell'erogare prestiti a tasso agevolato, sussidi alle famiglie povere e l'istruzione gratuita agli orfani.

Adozione di Traiano

Poiché Nerva sapeva che il suo incarico non sarebbe durato a lungo, ormai vecchio e malato decise di mwyaadottare un figlio. In omaggio all'interesse dello Stato, non scelse il successore nella propria famiglia dei Cocceii, ma adottò mwyqMarco Ulpio Traiano, generale delle mwyglegioni a difesa del confine mwywrenano, a discapito del governatore della mwzaSiria, mwzqMarco Cornelio Nigrino Curiazio Materno. L'adozione coincise con un'importante vittoria militare in mwzgPannonia, che diede all'adottato Traiano l'appellativo di Cesare Germanico. Traiano venne nominato mwzwproconsole e gli fu conferita la mwaatribunicia potestas.

Nerva fu nuovamente nominato console con Traiano, ma morì dopo tre mesi di carica nel mwag98. Il suo successore volle un funerale di grande solennità. Le sue ceneri furono poste nel mwawmausoleo di Augusto. Nonostante abbia governato per meno di due anni, egli è ricordato come uno dei migliori imperatori di Roma.

Statue

• Esistono numerose statue antiche di Nerva, in quanto, una volta preso il potere, con senso pratico ordinò, non di distruggere, ma semplicemente di rimuovere dai monumenti pubblici le teste di Domiziano, condannato alla mwcqdamnatio memoriae, e di porvi la sua effigie; una delle testimonianze più evidenti è il bronzo del cavaliere a cavallo rinvenuto nel mwcgSacello degli Augustali a mwcwMiseno. Nerva venne poi divinizzato alla morte, per cui le sue statue furono conservate.
• Nel 2007 la città di mwdqNarni ha voluto realizzare un busto in bronzo dell'imperatore Nerva. Il busto è stato collocato nella piazza principale, nel punto di confluenza tra la vecchia mwdgvia Flaminia e la Porta Superior, antica porta che dava l'accesso alla Narnia romana.
• La città di mweaGloucester ha dedicato una mweqstatua equestre in bronzo all'imperatore, che la fondò dandole lo status di mwegcolonia romana.

Note

cite-note-cil10-4734-11. mwgwmwhaCIL mwhqX, 4734 e mwhgmwhwCIL mwiaIV, 5523.
cite-note-22. Testo per esteso dell'epigrafe: mwjaImperator Nerva Caesar Augustus, Pontifex Maximus, Tribunicia Potestas (mwjqmwjgAE mwjw2011, 029).
cite-note-33. mwla/ˈmɐr.kʊs kokˈkɛj.jʊs ˈnɛr.wɐ ˈkɐɛ̯.sar ɐʊ̯ˈɡuːs.tʊs/ (mwlqpronuncia restituta),mwlw/ˈmar.kus kɔtʃˈtʃɛ.jus ˈnɛr.va ˈtʃɛ.zar awˈɡus.tus/ (mwmapronuncia ecclesiastica).
cite-note-44. Dione Cassio, Storia romana, LXVIII, 1, 3

Bibliografia

Fonti antiche


Fonti storiografiche moderne

• mwqwAlbino Garzetti, mwraL'Impero da Tiberio agli Antonini, Cappelli, Bologna, 1960 (v. pag. 309 e segg.: mwrqNerva)
• mwrwCAH, L'impero romano da Augusto agli Antonini, Milano, 1975.
• mwsqSanto Mazzarino, L'impero romano, vol. II, Roma-Bari, 1973, ISBN 88-420-2401-5.
• mwswMichael Grant, Gli imperatori romani, Roma, 1984, ISBN 88-8289-400-2.
• mwtqH. H. Scullard, Storia del mondo romano, Milano, 1992, ISBN 88-17-11903-2.
• Mario Pani, mwtwIl principato dai Flavi ad Adriano in: AA.VV., mwuaStoria di Roma, Einaudi, Torino, 1990, vol. II, tomo 2; ripubblicata anche come mwuqStoria Einaudi dei Greci e dei Romani, Ediz. de mwugIl Sole 24 ORE, Milano, 2008 (v. il vol. 16º)
• mwvaRonald Syme, L'aristocrazia augustea, Milano, 1993, ISBN 88-17-11607-6.
• mwvgAAVV, Gli imperatori romani, Torino, 1994, ISBN 88-7819-224-4.

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Nerva

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itNèrva, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaArnaldo Momigliano, NERVA imperatore, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
• citerefdizionario-di-storiaNerva, Marco Cocceio, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Nerva, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Nerva, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citerefgoodreads(EN) Nerva, su Goodreads.
• mwxqCocceio Nerva, Imperatore Romano, nato a Narnia, su narnia.it.